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Una risorsa
poco conosciuta o scarsamente valorizzata, piano piano può anche divenire un
peso o, addirittura, un intralcio. Deve aver pensato questo don Angelo Principalli, parroco della chiesa di San Rocco, per iniziare a mettere mano ad
un museo parrocchiale.
Un'ampia sala, situata nella zona alta dell'altare centrale, cui si accede da
due scale opposte, è stata liberata, pulita e dotata di apposita illuminazione,
pronta, così, per ospitare ninnoli, testi ed oggetti d'epoca che hanno fatto la
storia della nostra comunità. Ognuno potrà riandare indietro nel tempo,
suffragato da quanto si riuscirà ad allineare, rimesso in sesto, nel costituente
museo parrocchiale. Certo sarebbe bello e interessante, avendo messo la prima
pietra, veder tornare a casa anche quanto, anno dopo anno, è stato "sistemato"
altrove. Penso anche al museo diocesano, voluto con risolutezza, da monsignor
Marcello Semeraro, ora nuovo vescovo di Albano.
Fatto l'uovo, si può fare
anche la gallina. Nato un museo, lo si può arricchire, restituendo lustro ai
nostri padri e dissetandoci alla fonte buona del bello. Un giornale ha motivo
d'esistere quando sa essere utile alla comunità cui è destinato, così da queste
colonne ci piace lanciare l'invito di farci anche noi parte attiva per il
costituente museo parrocchiale. Un museo che, crescendo, potrà solo arricchirci.
Onori al nostro monsignore e a quanti il museo prenderanno a cuore.
Damiano LEO Pubblicato su: "www.ceglieplurale.it"
LINFA VITALE PER UN MUSEO
PARROCCHIALE
Il mosaico buono della
nostra Comunità si è arricchito di un nuovo tassello: il Museo parrocchiale,
fortemente voluto, e con lungimiranza, dal nostro parroco mons. Angelo
Principali. Inaugurato il 28 dicembre del 1994, con una competente e
appassionata relazione tenuta dal nostro storico, il prof. Gaetano SCATIGNA
MINGHETTI, il quale, oltre a dare giusto lustro ai padri della nostra parrocchia,
ha sottolineato la bontà dell’iniziativa. Affermando con forza che un Museo
parrocchiale, per la comunità di san rocco, non può essere che un dono di sicuro
successo. A noi piace aggiungere che il Museo consegna ai posteri oltre cent’anni
di storia. Mette a fuoco la genuina devozione e l’incrollabile fede dei nostri
padri.
Il Museo, allestito nel salone
sopra gli uffici parrocchiali, salone reso idoneo anche dall’entusiastica
partecipazione dei giovani del nostro centro, innamorati del bello e dell’arte,
è visibile prima e dopo la Santa messa domenicale delle ore 11. Comunque, a
richiesta, nessuno mai busserà invano alle porte del nostro, per ora piccolo, ma
importante Museo. Chiunque vorrà, e noi ci auguriamo che siano sempre di più,
potrà sostare, saziando anima, mente e cuore, innanzi ai vari quadri, ostensori,
crocifissi (uno di questi di particolare fattura), messali, statue, lapidi e
quant’altro è posto in bella mostra, in due vetrine donate dalla famiglia
maggiore a ricordo del congiunto Pietro.
Ora che il Museo è una stupenda
realtà, anche se solo ai primi passi, noi attenti fruitori non lasciamo che
tutto torni nel silenzio. Non permettiamo che altra polvere cada sui nostri
riscoperti oggetti di fede e di cultura. Non permettiamo che questo stupendo
dono si assottigli fino a ripiombare nel nulla o nell’indifferenza. Semmai
contribuiamo, ognuno per quello che può e per quanto è nelle proprie capacità,
ricordandoci anche della novella dei talenti, a dare nuovo vigore al Museo.
Ognuno si senta parte attiva. Dica il proprio sì al nostro piccolo Museo, in
modo che tanti consensi possano anche far rientrare, nel luogo d’origine, molti
e molti altri “pezzi” ancora. Soltanto così, e noi ne siamo fervidamente
convinti, sapremo onorare la memoria dei nostri padri: sapremo dare gloria al
nostro passato e avremo un futuro più luminoso. Coscienti come siamo che un
popolo senza memoria è un popolo senza futuro, rendiamo fin d’ora grazie a
quanti vorranno dare nuova linfa vitale al nostro Museo parrocchiale.
Damiano LEO da “Comunità” – Anno XIII –
n° 1
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