programma pastorale
P R O G R A M M A P A S T O R A L E
20-27 giugno 2010 12^ settimana del tempo ordinario 4^ del Salterio
DOMENICA 20 ore 16.30 Incontro mensile del Terz’Ordine Francescano
VENERDI’ 25 ore 19.30 Riunione del Comitato per le feste di S. Anna e S. Rocco
DOMENICA 27 Giornata della Carità del Papa.Le offerte raccolte durante le Messe vengono inviate al Papa
perché possa rispondere alle varie richieste di aiuto da parte di popolazioni povere.
Ore 17.00 Riunione nel salone parr. di tutti gli ISCRITTI all’Apostolato della Preghiera
LA STATUA DELLA MADONNA NELLE FAMIGLIE DELLA CAMPAGNA
Dal 6 al 18 settembre 2010.Le famiglie possono già prenotarsi.
C O L O N I A E S T I V A 28 luglio –11 agosto 2010
Per n. 30 fanciulli e ragazzi 6-14 anni in convenzione con l’Amministrazione Comunale
LOCALITA’ STELLA MARIS Sede estiva del Seminario diocesano (Campomarino di Maruggio)
Sono aperte le ISCRIZIONI: presso Parrocchia San Rocco con la presentazione dell’ISEE ancora valido
GITA-PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE
GENOVA-SANREMO-MONTECARLO-NIZZA 23-26 AGOSTO 2010
LUNEDI’ 23 agosto ore 18.00 Partenza in pullman da Viale Risorgimento
MARTEDI’ 24 In mattinata visita di GENOVA –pranzo al sacco o in ristorante.Nel pomeriggio visita al SANTUARIO
della MADONNA della GUARDIA e ad ARENZANO (Statua del Bambino di Praga) .Arrivo a
SANREMO-Cena e pernottamento in Hotel Globo nel centro della città.
MERCOLEDI’ 25 Colazione in hotel –partenza per MONTECARLO,visita della città , partenza per NIZZA e pranzo
in ristorante.Nel pomeriggio visita della città e rientro in hotel a Sanremo.Cena e pernottamento.
GIOVEDI’ 26 Colazione in hotel e partenza per il ritorno.A mezzogiorno arrivo a PISTOIA –visita e pranzo in
ristorante. Rientro a Ceglie previsto per mezzanotte.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 250,00 di cui 50 all’atto di iscrizione (comprende viaggio in pullman,alloggio in hotel a tre stelle,cena e colazione in hotel e pranzo in ristorante del 25 e 26,bevande incluse.)
Non comprende: entrata ai musei,extra in genere,sistemazione in stanza singola (€ 18 a notte).
DOCUMENTI Carta di identità valida per l’espatrio -Libretto sanitario in fotocopia
Quel silenzio in attesa della Croce padre Ermes Ronchi Vangelo: Lc 9,18-24
Gesù torna dalla sua preghiera solitaria e pone la doppia domanda che gli sta a cuore, come se quegli istanti di comunione con il Padre avessero illimpidito il suo volto e reso trasparente il suo segreto agli occhi dei discepoli: «Chi sono io secondo la gente?». La risposta è bella e confortante: Gesù non lascia indifferente nessuno, emerge come un profeta, si staglia come un grande che parla le parole di Dio. La risposta è bella, ma sbagliata: per la gente Gesù è una figura del passato che ritorna, un nome in più nella lunga lista dei profeti, uno riconducibile a cose già viste, a parole già sentite.
«Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro risponde di slancio, a nome di ogni discepolo: «Tu sei il Cristo di Dio». Non un profeta come gli altri, neppure il più grande tra loro, tu sei l'ultima risposta di Dio, il suo volto, la sua presenza. Fede risoluta, eppure «ordinò loro severamente di non dire nulla a nessuno». Perché tacere, anziché gridare dai tetti che è finita l'attesa, che è giunta la risposta di Dio? Perché manca ancora un tassello, ma ciò che manca è enorme, manca la chiave che rende comprensibile tutto il resto, manca la croce. E diceva «bisogna che il Figlio dell'Uomo soffra molto e sia ucciso e sia risuscitato il terzo giorno». È facile credere in un messia, la storia è piena di uomini sedotti da falsi messia, potenti in parole e in opere e in inganni. Gesù è il Messia, ma crocifisso. La richiesta di Gesù di «non riferire niente a nessuno» mi colpisce, mi mette in questione quanto le sue domande. Perché di Gesù può parlare solo chi ha scelto di «andare dietro a Lui e ha preso la propria croce ogni giorno». Chi è Gesù se non l'amore del Padre? E qual è il massimo amore se non quello di donare la propria vita? Come riconoscere l'amore se non donando la propria vita, come fa Gesù? (A. Louf). Non sono le formule o le definizioni che trasmettono Cristo. Io so di Cristo solo ciò che ho vissuto di Cristo. Troppo nella chiesa hanno parlato coloro che non hanno vissuto. Hanno parlato bene, ma le belle idee sono pericolose, fanno più male che bene, se non diventano azione. Perché perfezionano le nostre difese contro le esigenze del vangelo e giustificano ogni mediocrità. Cristo non è uno che capisco, ma uno che mi attrae. Cristo non è uno che conosco, ma uno che mi afferra. "Capire" Gesù può essere anche facile, ma "com-prenderlo" nel senso originario di prendere, afferrare, stringere e infine possedere il suo segreto, è possibile solo se la sua vita mi ha 'preso' e pongo i miei passi sui suoi passi, rinnovo le sue scelte, preferisco coloro che lui preferiva, spendo la vita per qualcosa che conti più dei miei interessi. E saprò di Cristo solo ciò che di Lui ho vissuto.
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